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martedì 30 dicembre 2014

C'era una volta

Vorrei leggere una favola...
che non trovasse spunto dalla morte di una madre per raccontare il senso della vita ad un figlio…
Non è il dolore della sua assenza che lo renderà più forte nella vita.

Vorrei leggere una favola...
che non sottolineasse che un padre che si risposa darà ai suoi figli una matrigna che li odierà… Incutere paura verso il cambiamento e nuove felicità è il vero male che si può fare ai propri figli.

Vorrei leggere una favola...
che non finisse le sue pagine con e vissero felici e contenti ma che partisse proprio da questa ipotetica congiunzione astrale per spiegare la fatica, per aiutarli a crescere senza illuderli.

Vorrei leggere una favola...
che non imbrogli il brutto anatroccolo dandogli l'imbeccata che diventerà un meraviglioso cigno… la trasformazione non parte mai da fuori, ma da come sei dentro.
Vorrei leggere una favola...
che non inviti a gridare al lupo, al lupo perché non c’è lupo che tenga se si punta alla chiarezza d’animo… E da che mondo e mondo gli animali non sono cattivi.

Vorrei leggere una favola...
che non facesse andare in giro un gatto con gli stivali a mettere a posto le questioni ereditarie della famiglia… dai, c’è un limite! I gatti devono fare i gatti e cacciare i topi, me l'ha chiarito subito mio padre da piccola.

Vorrei leggere una favola...
che non ci inculchi il pensiero che un re è idiota e si farà incantare da due imbroglioni che lo vestiranno con abiti invisibili agli occhi degli uomini stupidi.
Non è vero che chi governa è idiota e il suo popolo è stupido... il popolo non è assolutamente stupido!   

Vorrei leggere una favola...
che insegnasse ai bambini ad usare i loro colori e a raccontare quello che vedono... lo trovo molto più che favoloso.

domenica 25 novembre 2012

Ogni benedetta domenica

Mi piacciono le nostre facce stropicciate del mattino.
Gli occhi gonfi, le espressioni da beoni, il capello che è sconfusionato anche quando non c'è.
Il pigiama che non ha mai la forma e la misura della sera precedente, ma è pronto a rinnovarsi in pochi istanti.
…E lo sbadiglio più lungo del mondo. Lo adoro!

Mi piace il tepore sotto le coperte in questa stagione e il Brrrrr al pensiero di allontanarle.
Mi piacciono le pieghe del cuscino sulla faccia.
Mi piace l'aria un po' incazzata alla prima luce di una tapparella che si alza, ma che basta un Buongiorno perché la giornata stessa s’illumini.

Mi piace quando il risveglio si anima con le nostre cuscinate, intanto poi le prendo sempre io.
Mi piace l'espressione catatonica davanti ad una tavola preparata a colazione: la scelta tra mille possibilità tutte le mattine per poi ricadere sempre sui consolanti biscotti secchi.
Non troppo dolci, non troppo pesanti ma che sanno di casa.

Mi piace il silenzio, che non è imbarazzo, ma è semplicemente: Non sono ancora connessa, non ho ancora parole, non ho ancora idee, non so ancora perché sono al mondo ma tranquilla mi ricordo che io sono tua madre e tu mia figlia, non ho ancora niente da condividere ma tra un attimo ci sono. Tu fatti ancora un secondo i tuoi che i mi faccio i miei e arrivo. Promesso!
E la promessa la rinnoviamo sempre.

Mi piace il risveglio rallentato del fine settimana a cui, soprattutto in questo periodo, non riesco a rinunciare.
Mi piace il suo slancio e gli interrogativi infiniti sul Cosa faremo oggi… che sì saranno i compiti, che sì saranno i cuginetti, che sì sarà quel che sarà ma lo faremo insieme.
Mi piace la nostra tranquillità che da fuori può sembrare perdita di tempo ma Chissene come insegna Sofficina.

La domenica mi ricorda sempre che c’è un tempo per tutto ma soprattutto per noi.

ps. oggi museo di storia naturale e saltiamo una delle 'domeniche insieme' del catechismo... non ce ne vorrà il Don, ma andiamo a far visita ai cari estinti :-)

lunedì 8 ottobre 2012

E se la Madonna avesse bluffato?

Studio storia con mia figlia.
Lei ha 8 anni e non è per niente una tabula rasa.
Legge, mi guarda e mi dice: “…e perché?” con vero e proprio scetticismo metodologico.
In scienze le hanno insegnato che sin da piccoli siamo tutti scienziati coi nostri perché; io ora faccio una fatica mostruosa a farle capire che stiamo facendo storia e tutti i suoi dubbi e la sua curiosità iniziano ad urtarmi.
Non può diffidare dalla prima riga, della prima frase, della prima pagina, del suo primo sussidiario: “la nascita rappresenta l’inizio della storia di ciascun individuo”.
“E perché?”
…Cosa vuol dire: e perché?
È così: leggi, capisci e se non afferri, fatti entrare in testa o memorizza il concetto come dato di fatto.
Diamine, si può sudare così tanto in una tiepida giornata autunnale?
“E allora quando sono in pancia non esiste la mia storia?”
…no, ma certo che esiste…
“E allora quando sono nel cielo e guardo giù e decido che sei tu la mia mamma… non esiste la mia storia?”
…umh…
“E perché?”
Trovo nei vestiti delle Barbie l'alibi per tutto: guarda che carino questo.
Lei si accende e io svio, sapendo che sto solo posticipando il conflitto.
Dicevo la storia.
La storia è fatta di guerre e di conquiste e so che la nostra sarà tosta.


Seconda pagina di storia… una freccia percorre orizzontalmente il foglio e so che presto arriverà a trafiggermi.
Lei ha già il sopracciglio arcuato e dalla stessa parte la gota si taglia accennando ad un sorriso ironico.
“Gli avvenimenti dell’umanità e del mondo non si possono misurare in secondi, minuti, ore, mesi, anni”…
Ora.
Mia figlia ha otto anni: guarda il telegiornale, i telefilm da ragazzini, adora i Robinson e i Jefferson. Ma vogliamo non farle perdere tempo e arrivare al sodo?
“La storia dell’umanità si misura in secoli e millenni. I secoli si calcolano da un punto stabilito: la nascita di Gesù”.
Faccio esercizi di iperventilazione e ormai sudo freddo mentre lei ha entrambe le sopracciglia arcuate verso il centro della fronte e guarda questa freccia con il trattino rosso e il numero 0.
“Quindi Gesù è nato qui? E perché?”
...umh... Amore, non esattamente sul trattino della freccia. È un esempio.
Ti dice qui il libro per farti capire che prima e dopo è successo qualcosa. Che non è che il mondo nasce con la nascita di Gesù,
il figlio di Dio. Ok? “No mamma”
Come no? “No mamma, Gesù è figlio di Giuseppe il falegname”
Umh… Amore fidati: Dio è il padre di Gesù.
“No mamma, me l’hanno detto a scuola: Giuseppe è il padre di Gesù. Dio al limite sarà suo zio”.

E mi viene un dubbio…
E se la Madonna avesse bluffato?
Perché io devo faticare così tanto per spiegare sta freccia a mia figlia?
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