Accompagnare due ottenni alle prese con i problemi esistenziali e preormonali
al Museo di Storia Naturale è
impegnativo, ma mai quanto immaginare di riaccompagnarle tra qualche anno
quando i problemi saranno sempre esistenziali ma con il carico ormonale.
Quindi tutto sommato queste uscite vanno bene. Anzi: strabene, per utilizzare
un linguaggio giovane!
Andiamo al Museo con l’equipaggio quasi al completo: insieme l’amica mamma, l’amica
compagna di classe e l’amico fratello maggiore.
Stiamo bene insieme e cerchiamo di condividere il più possibile perché insieme
ci sentiamo una simpatica squadra vincente.
Buffi, da fuori siamo sicuramente buffi ma ci sentiamo i più fighi.
Una banda di supereroi da strapazzo con il superpotere della ridarola.
L’amico fratello maggiore già in metropolitana ha le idee piuttosto chiare Ancora al museo di Storia Naturale? Ma che
ppppaaaaalllllllll….
La vita del fratello maggiore in queste circostanze deve essere piuttosto tediosa.
L’amica compagna di classe di contro risponde Ma perché deve venire sempre anche lui? Ma che pppppaaaaalllll….
Ma l’amico fratello maggiore è quello che si riesce a gestire e soddisfare con più
facilità.
Basta un giochino elettronico per fargli dimenticare chi siamo e dove stiamo
andando: Figo.
L’amica compagna di classe e Sofficina invece sono le meno prevedibili e le più
impegnative.
L’amica compagna di classe è campionessa mondiale di parlantina con gli
sconosciuti.
Riesce ad entrare ed uscire dalla vita di un passante con la stessa elasticità di
uno yo-yo.
Il tempo di dieci fermate di metropolitana e già elargisce consigli
esistenziali alla padrona dei due cagnolini smilzi, all’anziana che probabilmente
non sa neanche che la metropolitana viaggia sottoterra, alle ragazzine che si
atteggiano a Miss adattando lo spirito morto del vagone a passerella glitter fashion.
Lei è la numero uno e Sofficina è un’ottima spalla.
Arriviamo al Museo.
L’amico fratello maggiore realizza e ripete: Ma che pppppppaaaaalllllll….
Il fatto di non pagare all’ingresso perché è la festa dei 18 anni del Museo
li rende euforici, già pensano a cosa potranno comprare con i soldi risparmiati
del biglietto.
Così gira l’economia.
Entriamo e… Giochi e merendine per tutti! Yuppiiiiiii
Bello, bellissimo davvero… Ma grazie, saremmo
venuti per vedere i dinosauri.
E invece no: siamo ufficialmente entrati nella ludoteca preistorica di
Milano.
A Sofficina e all’amica compagna di classe parte l’embolo dei laboratori.
Alla domanda Ma bambine i dinosauri? Poteva
seguire solo la risposta …Chissene!
Figuriamoci all’amico fratello maggiore.
Figuriamoci a noi mamme!
Ritirando fuori il giochino elettronico risolviamo il problema della noia del
maggiore.
Il sangue del mio sangue invece non riesce a staccare e lasciarsi andare al
gioco ludico per concedersi al non pensiero: dove mi posiziono sarà
fondamentale per la riuscita stessa del suo impegno durante il laboratorio.
Impegnativo.
Passano le ore… Chissà come sono passate le ere geologiche.
Io e l’amica mamma passeggiamo tramortite per le sale del Mausoleo con la
stessa voglia di un uomo che accompagna la moglie in corso Buenos Aires il
primo giorno dei saldi.
Le due ottenni al richiamo del custode Sta
per chiudere il Museo alzano per la prima volta lo sguardo e si accorgono
che WoooooooW…
Innamorate perse!
E altro che estinti… guarda qui che bei ragazzoni!