
Avere molte idee ma confuse sembra essere una tara di
famiglia.
Il nostro dna ha probabilmente superato la revisione con il compiacimento di
qualcuno, me ne convinco ogni qualvolta tiro fuori delle banconote dal
portafogli e d’istinto mi viene da allungarle sottobanco alla cassiera.
Comunque.
Mai chiedere ad un bambino cosa farà da grande.
O meglio: chiedere ma non insistere.
O meglio ancora: chiedere, per la curiosità delle risposte che daranno colore
al loro mondo di fantasia e chiedere per lo stimolo che la domanda può offrire nella sua rielaborazione.
Ma non a mia figlia, grazie.
Ho scolpito nella memoria dei nostri ricordi il giorno della consegna del
diploma di remigino.
Capelli in disordine nonostante codini, mollette, cerchietto e Madonna santa
non mi costringere a metterti la lacca a cinque anni!
Occhi enormi da cerbiatto ad incantare ma nello stesso tempo anche ad
analizzare la situazione.
La domanda arriva dritta, insieme al microfono: E tu cosa farai da grande?
Sempre nella memoria dei nostri ricordi, ho fatto anche uno stamp della mia
espressione atea sulla sua risposta.
Dopo gelatai e poliziotti, maestre e ballerine, Sofficina si identificò in: la vetrinaia.
Porca muffa... Cos’è che vuoi fare da
grande?
In vetrinaia si specchiavano i suoi sogni e le sue ambizioni e, in nome di
quella professione futura e astratta, io non ero in grado di
apprezzare il sudore che l’avrebbe portata fino a lì.
Terminata la cerimonia di consegna del diploma, lei ha iniziato a fissarmi
dal primo gradino del palco ed è arrivata tra le mie braccia con il ripensamento già
pronto sotto la mia ascella: Adesso che l’ho detto,
lo devo fare per forza?
Ma no amore, certo che no. Dimmi solo con chi l’hai vista la vetrinaia e non ne
parliamo più!
La vetrinaia mamma è perché voglio curare gli animali, è per questo che l’ho detto...
ma posso cambiare idea?
Tu puoi tutto amore, anche cambiare il vocabolario.
Oggi giorno da quel giorno scopre il suo lavoro: si assume e si licenzia ad
una rapidità invidiabile e senza tanti ripensamenti; volendo capire, volendo
sapere, volendo identificarsi per poi distinguersi.
Troverà anche lei la sua strada e, in barba alla crisi, al momento ha un curriculum di tutto rispetto anche se dai colori un po' troppo sgargianti.
ps. Io punto su cucinaia perché gli ingredienti li capisco
ma vediamo come va domani, ma soprattutto dopodomani