giovedì 25 giugno 2015

In sella alla bersagliera, caro ignoto.


Hai rubato la mia bicicletta.
L’hai trovata incatenata al palo e hai pensato: “è lei”.
Magari - peste ti colga - con lo stesso entusiasmo con cui quindici anni fa l’ho scelta in negozio.
Contenta - io - anche di doverla pagare.

Sai che ancora ridiamo a casa ricordando l’aneddoto di quando rubarono la mia Graziella fuori dal supermercato perché il papà ancorò la catena sotto il sellino?
Quanta 
commovente ingenuità nel mio DNA!

Sai però che a quarant’anni non mi fa ridere che tu mi abbia rubato la bicicletta fuori dallo studio, a due passi da dove stavo lavorando?
Sai che proprio ieri raccontavo a mia figlia della prima biciclettata luuuuunga fino a Pavia, per rianimarla dalla sua gita sfiancante con il centro estivo?
No, certo che non puoi sapere.

Sappi allora che continuo a non abituarmi alla cattiveria e oggi sono andata a denunciarti, caro ignoto.
Non che cambi molto, sia chiaro, però quelli come te mi hanno proprio sfilacciato il buon umore.
Sei un cattivo sfigato, intendiamoci.
Ne più ne meno di altri che ho incontrato nella vita reale e virtuale.

Vado fiera della denuncia che porto in tasca e mi auguro che la tua partenza in fuga sia stata degna di un fantozziano “in sella alla bersagliera”.




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