lunedì 7 aprile 2014

Mi porto il pranzo da casa

Elena, quarant'anni a novembre, figlia di una lombarda e di un calabrese.
Milanese priva di inflessioni autoctone, milanese che si rilassa nel traffico, milanese che saluta le persone che incontra per strada.

Mi connetto a baùscia quando si parla di cibo e costumi, da aperitivo a schiscetta che sia.
Perché… taaaac… il momento del cibo libera dal fare anche i milanesi più operosi e li rende policromi, confidenziali ed ottimisti.
Nella mia quotidianità redazionale il momento pausa pranzo con schiscetta è stato uno spazio relazionale e conviviale importante.
Ho apprezzato e imparato tanto di chi mi stava vicino!
Soo non ama cucinare ma i prodotti preconfezionati li scalda meravigliosamente.
Elisa mangia prodotti scaduti con gusto e fa anche il gesto godereccio come ad indicarne la squisitezza. Inutile per lei provare poi a dimostrare che mangia sano, aprendo uno yogurt che ancora indica il prezzo in lire.
Carlo… riso, riso, riso e a sorpresa pasta integrale che si palesa nella schiscetta quotidiana del chissà cosa ha cucinato oggi la suocera.
Cristina mangia più calorie in un pranzo che una squadra di rugby dopo gli esami del sangue.
Marica è solo bio, distribuito in rigorosi vasetti da confettura fatti da mamma.
Marco carboidrati, macedonia di frutta e un panino: togli uno di questi elementi e la riunione pomeridiana è a rischio discussioni.
Vyncent è lo stylist anche del tupperware, non mangia niente ma impiatta benissimo.
Eugenio fa presto ad ordinare un kebab perché la schiscetta per i siciliani non esiste, convincendo facilmente Luca ma soprattutto Cristina che ha ancora uno spazio nello stomaco.
Anche Agnini dovrebbe mangiare di più ma se arrivi da Modena non concepisci una piada sottovuoto vista tangenziale.
Io e Lorena raccontiamo con il nostro contenitore il ricordo di una cena che si sperava più abbondante.
E poi Andrea, Cinzia, Denis, Matteo… basta incrociare uno sguardo la mattina durante la timbratura per capire se è il caso di integrare con la pizza.

Quando ho ricevuto la missione #schiscettaperfetta mi è tornato addosso tutto quel mondo lì, che oggi da libera professionista diventa un ricordo col sorriso da accudire e una proposta più orientata sul pic-nic con mia figlia.
E così mi sono sbizzarrita mettendo insieme una serie di prodotti naturali meravigliosamente custoditi nella scatola dei tesori di Porta Natura.

La mia #schiscettaperfetta sarebbe stata da standing ovation sicura per Elisa, Soo, Carlo, Marica, Cristina, Marco, Vyncent, Eugenio, Luca, Agnini, Lorena, Andrea, Cinzia, Denis, Matteo e tutta la Presidenza al completo.

Un tortino di cavolfiore con besciamella, tonno, pan grattato e parmigiano affiancato ad una torre di uova e spinaci perché chiamarla frittata mi semplificava troppo la vita.
A contorno la più sana delle insalate primavera con carote, mandarino, rape e succo di limone.
Una mela perfetta e rossa che neanche a Biancaneve è stata offerta così invitante, non la vuoi per fine pasto?


Peccato che Alessandro Vannicelli abbia già chiuso le sue ricette sfiziose ed originali per il suo libro SchiscettaPerfetta edito da De Agostini Libri ma chissà che, durante lo showcooking di martedì, io non gli possa dare un paio di dritte!?!
Quattro ore per fare la schiscetta perfetta e fotografarla, fanno di me una potenziale talentuosa del gusto in formato trasportabile.
Ho iniziato ad annusare il progetto sul blog Schisciando e prendo spunti...

L'appunto, anzi, l'appuntamento gustoso live è alla presentazione del libro martedì 8 aprile @ PRESSO, via Paolo Sarpi 60 Milano verso le 18.30.
Fuori Salone Power!

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