sabato 2 febbraio 2013

Culinaria, da generazioni


Capita che a trentotto anni, mentre rievochi a tavola con tua madre e davanti a tua figlia, ricordi della cucina della nonna… E mentre parli di lei - occhi a cuore e voce immatura - inizi a salivare e sentire l’odore del suo mitico ragù, rivelando loro la tua ricerca di perfezione in quel sapore…
Capita o può capitare appunto, che tua madre (simpaticamente ribattezzata negli anni Adolf e ci sarà stato un motivo!) dica le parole che pensi inevitabilmente perse e che sono capaci di illuminarti.
Vuoi sapere il segreto del suo ragù?
Sentirsi ad un passo dalla sublimazione è più figo della sublimazione stessa... e io ci sono.
Tu vuoi sapere se io voglio sapere il segreto del ragù di tua madre?
Il suo sguardo insinua potere.
E io pendo da quell’archetto sopraccigliare che si inarca a rondine e nel mio cuore sta facendo primavera, nonostante fuori siano i giorni della merla.
Devo sapere. Ti prego!!! Io, che a distanza di anni dalla sua assenza, ancora entro nella cucina di famiglia curiosando ed annusando dentro le credenze per sentire il profumo del suo caffè, della nostra colazione insieme, dei suoi biscotti e del thè.
Io sono a un passo da quel sapore.
Il segreto del ragù di mia madre (e il ghigno sotto i baffetti ora si fa più carico fino al tradimento…) è che a tre quarti dalla cottura, per dare quel tocco in più di sapore, ci buttava dentro due vasetti di gran ragù star.



Io non ci voglio credere.
Io non ci posso credere.
Ma perchè?
Ma perchè dirmelo?
Ma perchè vivere male il fatto che me l'abbia detto? Non volevo forse sapere?
Ma perchè io per rifare il suo ragù passo le ore, fuoco basso, ad ascoltare e annusare il sobbollire come Remy in Ratatouille?

Nell’archivio dei ricordi le mie papille gustative hanno sublimato gran ragù star.
Che smacco.
In un angolo del mio cervello, mia nonna veste i panni del fumetto col sorriso che mescola brodo, ragù e tutto quello che mette in tavola la Star...
Mia nonna questa non me lo doveva fare, mia madre pure.
Mia nonna usava trucchetti che io facevo solo di ultima o penultima generazione.
Mia nonna è un mito, mia madre pure.
Ora, però, da mamma... imparerò a trattenere un segreto che mantenga puro un ricordo.
I ricordi sono ricordi… così personali e deformati, che vanno tenuti in un cassetto.
A volte si sciupano, si normalizzano e diventano fallibili.
Ma ora so che se voglio cercare un po’ di nonna, la posso trovare non solo nella credenza della cucina ma anche nel reparto frigo del supermercato.
E mi è venuta voglia di andare a fare spesa...
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