sabato 8 dicembre 2012

Vaffanbagno... Io ci provo

Avere una figlia che ha compiuto otto anni mi permette di poter coltivare in casa uno spazio mio, ogni tanto.
Non dico tanto… dico: dieci minuti al giorno di quelli a nostra disposizione.
Correggo.
Avere una figlia che ha compiuto otto anni mi preserva dall’idea di poter avere in casa uno spazio mio, ogni tanto.

Da poco tempo a questa parte ho deciso che se devo andare in bagno… mi chiudo a chiave.
Conquisto uno spazio d'autonomia, poco importa se quei dieci minuti che mi dedico finiscono quasi sempre nel cesso di casa.
Chiedo Privacy, come ogni tanto fa lei con me quando parto ad insinuare simpatie tra i banchi di scuola.
E pretendo Privacy tra le ceramiche del bagno, è così difficile concedermela?
Oggi ho deciso di fare la doccia, simpatica e quasi tenera l’espressione Deciso di fare la doccia.
Solo una mamma può capire quanto - in quella decisione - ci sia una vera e propria conquista culturale!
Sofficina avvisata, catatonica sulle pubblicità natalizie con taccuino alla mano.
Via libera.
È bastato il clunk della porta e la chiave sulla serratura per sentire il calore del suo corpo sulla porta stessa e lei già interrogativa Perché ti sei chiusa a chiave?
Mia madre mi ha insegnato che a certi Perché non si deve rispondere Mai… perché ne generano inevitabilmente altri a ruota.
Infatti sbaglio con Perché devo fare la doccia.
Evito di dilungarmi sull'interrogatorio a cui sono stata sottoposta, tale da farmi gelare fuori dalla doccia, far girare il foglio del calendario oltre che farmi pentire di questa insana e folle voglia di pulizia.
Sembro convincerla dicendole Vai a vedere la tv, così poi mi racconti cosa combinano quelle matte di Non può essere…
Ma non mi avevi detto che non potevo più vederle
 perché non sono adatte?
Per i prossimi dieci minuti lo diventano…
Di necessità virtù e parto con la doccia più calda del mondo che scioglie via tutti i pensieri.
Passano pochi minuti di pace dei sensi quando la sento incalzare Quanto ti manca?
Mi sto lavando i capelli…
Non ti ho chiesto cosa stai facendo, ti ho chiesto quanto ti manca…
Io amo mia figlia.
La amo in questa declinazione Carogna & Company che ogni tanto s’impossessa del suo corpo spodestando la Sofficina edulcorata.
Mi stringo la mano da sola e accelero… Dadan… pronta!
Sotto la porta trovo 4 fogli del taccuino, spinti dalle sue dolci manine e sui quali ha fatto un bellissimo esercizio di calligrafia sciorinando un elenco della spesa infinito dal sapore natalizio.
Apro la porta senza pensare al rischio di svenire - visto il microclima creato in bagno - e chiedo Ma non avevamo già fatto la lettera a Babbo Natale a cui, ti ricordo, non credi più da qualche anno?
Sì mammina…
eccola, tornata in modalità Mò ti frego.
Ero così fiera di quella letterina così giudiziosa, così in linea con la crisi economica, così attenta alla sua istruzione e crescita, così carica di buoni propositi e così maledettamente falsa!
Falsa come Giuda!
E lei ride…
Ora mi chiede l’impossibile e l’inutile, il costoso e l’ingombrante… so che faremo la stessa fine quando parleremo di fidanzati e poi mi porterà a casa il primo esemplare di mostro a due teste.
Allora lì, forse, rivendicherò quella Privacy e la chiuderò in bagno!!!
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