mercoledì 14 novembre 2012

Fine del mondo: istruzioni per l’uso

Sono una ritardataria nata ma, vista l’occasione, mi preparo con anticipo.
Ma non alla fine del mondo, di quello poco mi interesso.
Mi preparo a dover rispondere alle domande e ai pensieri che - prima o poi - attraverseranno il mondo di Sofficina e con lei, le sue paure.
So che tra poco partirà il conto alla rovescia tra i cuginetti sovraeccitati all’idea del WooooW!, tra i banchi di scuola, tra una pubblicità e l’altra di un programma per ragazzi, al telegiornale e magari - ciliegina sulla torta - partiranno tutta una serie di feste per la fine del mondo e vai a spiegarle che cosa c’è da festeggiare!
Ho sempre cercato di preservarla da questa storia, perché i miei Ma non è vero dai so che poi interiormente se li vive diversamente, mi costa fatica la sua sofferenza in generale, soprattutto se può essere evitata.
L'ho spostata e ora l'aspetto al varco ma preparata.
Ha pianto e si è sognata per un anno il piccione con una zampetta sola che attraversava sfacchinato la strada… Cosa si può innescare con le parole Fine del mondo?
Un po’ come la storia di Babbo Natale ma alla rovescia.
Tu cerchi per tutto l’anno di ricattarla con Ti sta guardando Babbo Natale e poi ti distrai un secondo al parchetto e – trac – l’amichetto dell’amichetto con un solo movimento di sopracciglio, distrugge il lavoro di anni e la visione olistica di un’inguaribile sognatrice di otto anni!
E ti tocca giustificare bugie a fin di bene, spiegare l’ovvio e trovare un’altra scusa per ricattarla!
Fatica appunto!

Innanzitutto: sappiamo A che ora è la fine del mondo? Mi pare di no. Ligabue si è fatto portavoce in terra e la risposta è forse da leggere tra le righe del tormentone da hit pazzesco.
Chiarezza, uomini Maya: chiarezza, non chiedo concretezza ma chiarezza, signori.
Ho una figlia di otto anni, non un calcolatore elettronico.
Alla prima ansia arrivo preparata con Non si sa a che ora… All’innesco bomba della successiva E quindi? me la cavo con Ce ne stiamo insieme tutto il giorno, che ha il suo perché e carica sempre d’entusiasmo.
A quel punto rischio solo che sposi la causa con uno dei suoi meravigliosi Yuppi!
Ma se fa bene a non agitarla, ben venga.
Alla probabile E se è un giorno di scuola? mi preparo con anticipo controllando sul calendario… È venerdì, starai a casa e se siamo fortunati il lunedì dopo faccio giustifica.
E se devo fare giustifica giuro che ce la incorniciamo nel nostro baule dei ricordi.
Il bagaglio dei perché più grossi da gestire saranno dalla domanda: Perché deve finire? Passando per Chi sono i Maya e perché vogliono che finisca il mondo? Per continuare con Dove andiamo a finire? E una serie di altre pugnalate che ‘anche no’.
Ricapitolando:
1. Sdrammatizzerò.
2. Mi Wikipedizzerò così da raccontargliela su chi sono i Maya tenendo sempre a mente il punto 1.
3. Mi munirò di un kit di infinita pazienza.
In un verso o nell'altro, vivremo un momento storico pazzesco.
Questo le spiegherò.
Ma soprattutto: sai che ridere il 22 quando ce la raccontiamo su?
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