giovedì 31 agosto 2017

Conoscenti sconosciuti. Inconsapevoli stelle comete.

Spesso mi affeziono ai conoscenti sconosciuti, quelle persone che attraversano la loro vita vicino alla tua senza fagocitarla o determinarla ma con le quali ti senti ugualmente connesso.
Sono persone che ti creano curiosità senza il bisogno di approfondirla o ricercare in rete per confermare loro che esisti o per capire quale mestiere facciano o perché anche loro corrano come te tutte le mattine… o dove li porterà mai la loro corsa o da quali pensieri siano guidati quando si fermano.
Prendono i mezzi dove li prendi tu oppure fanno la spesa dove la fai tu.
Molto probabilmente abitano vicino ma non abbastanza da accennare a un saluto (figli del clima sterile nordico).
Hanno abitudini simili alle tue e diventano un po’ i tuoi punti fermi, rassicuranti stelle comete che ti indicano che stai procedendo per la strada giusta.
Sono persone che sfiorano la tua quotidianità ignari della familiarità che senti per loro.

Come lei per esempio.
E dico lei anche se dovrei dire loro, figlia e madre, che incrocio insieme da anni controcorrente rispetto al mio percorso nonostante i miei lavori diversi, le mie case diverse, i miei umori diversi.
Nonostante, soprattutto, io cerchi di disorientare ogni tanto le mie abitudini e cambiare itinerario.

Ha una camminata claudicante sostenuta, nonostante tutto, da un buon passo e dalla presenza, a braccetto, di una madre semplice, ben vestita e sorridente.
Si somigliano molto e le trovo meravigliosamente dolci.
Una tenerezza che difficilmente mi genera una storia che non conosco.
Hanno una chiacchiera incalzante, lo sguardo dritto sulla strada, e non si fanno intimorire o sorprendere neanche dal brutto tempo.
Ho sempre fantasticato su quale potesse essere il senso della loro lunga passeggiata mattutina.
Ho immaginato ad un gesto materno accompagnato da un altrettanto e intenso sostegno ad una mamma forse rimasta sola.
Oggi, ferma al semaforo e in ritardo su tutto, ho buttato l’occhio verso la vetrina di un negozio di calzature che ho da sempre a portata di mano ma non ho mai guardato.
L’ho trovata lì, a spazzare il pezzetto di marciapiede fuori dal negozio.
Ora so dove arriva quando si ferma e questa cosa mi dà pace oltre ad avermi fatto venir voglia di comprare un paio di scarpe!

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